Diabaino News – Ruolo dell’Irisina nell’obesità e nel controllo glicemico

a cura di A. Calabrò*

 

L’irisina è un ormone prodotto naturalmente dalle cellule del muscolo scheletrico in seguito alla scissione di una proteina di membrana (FNDC5). È stato identificato per la prima volta nel 2012 da un gruppo di ricercatori della Harvard Medica School.

La sua espressione risultato finale di una serie di eventi metabolici dove, a monte, risulta essere coinvolta la Pgc1-α (proteina interessata anche in una serie di processi regolatori, tra cui la biogenesi mitocondriale, l’ossidazione lipidica e l’espressione dei GLUT-4), risulta essere particolarmente marcata durante l’esercizio fisico.

La sua particolare origine, ha spinto numerosi ricercatori ad approfondire i potenziali effetti propositivi di questa molecola sul nostro organismo, con particolare enfasi nei confronti della lotta al sovrappeso e ai disturbi dismetabolici, uno su tutti, il diabete.

Inizialmente appena scoperto si ipotizzò che questo ormone fosse coinvolto principalmente nel processo che prende il nome di “browning”, ossia un particolare evento che tende a convertire il tessuto adiposo bianco in tessuto adiposo bruno. Questa conversione garantisce un incremento della spesa energetica, grazie all’attivazione della proteina UCP1 (termogenina), che aumenta il tasso metabolico basale, attività che risulta considerevolmente utile ai fini del management del peso corporeo.

Studi successivi evidenziarono che l’Irisina non si limita soltanto ad agire sul tessuto adiposo, aumentando così il tasso metabolico basale; i suoi effetti hanno un più ampio spettro d’azione: giocando un ruolo importante anche nei confronti della regolazione dei livelli di glucosio ematici stimolando la secrezione di insulina, fungendo come una sorta di “comunicatore” tra le cellule muscolari e quelle pancreatiche. Un altro dato emerso da uno studio del 2017 ha dimostrato che l’irisina possa ricoprire un ruolo relativo al fattore di sopravvivenza contro l’apoptosi indotta nelle beta cellule pancreatiche.

Oltre agli effetti sopracitati gli studi hanno evidenziato inoltre che i livelli plasmatici di Irisina sono più elevati in quei soggetti che praticano regolare esercizio fisico rispetto ai soggetti sedentari.

Elevati livelli di Irisina sono stati anche misurati in uno studio, in soggetti affetti da sindrome metabolica che intraprendevano un percorso nutrizionale controllato per un periodo di tempo prolungato, sottolineando come i livelli di questo ormone possono essere anche influenzati, oltre che dall’esercizio fisico, anche dalla tipologia e dall’aderenza alla dieta stessa.

L’risina oltre ad avere, grazie agli effetti sulla termogenina, potenziali effetti sul controllo del peso corporeo, ed essere interessata nella regolazione dei livelli di insulina ematica sembra essere coinvolta positivamente nel metabolismo osseo e nel controllo del senso di sazietà, grazie ad un’azione diretta sui centri ipotalamici che regolano questo delicato quanto importante equilibrio.

Le evidenze scientifiche evidenziano chiaramente come maggiori livelli di Irisina sono correlati con uno stato di benessere generale, e possono contribuire nel ridurre il rischio di incorrere in patologie dismetaboliche. Gli effetti di tale ormone, prodotto in dosi considerevoli durante la contrazione muscolare, danno ulteriore conferma di come l’attività fisica, debba essere considerata a tutti gli effetti un potente mezzo di supporto alle già consuete terapie nella lotta al sovrappeso e al diabete; senza dimenticarne il duplice potenziale effetto che esercizio fisico e dieta possono ricoprire da un punto di vista puramente preventivo.

*(Dietista Perfezionato in Nutrizione e Dietetica Applicata allo Sport – Specialista in Scienze dello Sport –Docente a Contratto c/o l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro)

 

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