Una sana alimentazione per invecchiare in salute

Avere  uno stile di vita sano significa compiere scelte salutari in più ambiti della vita quotidiana: praticare esercizio fisico regolare, adottare un’alimentazione corretta, sana ed equilibrata, non fumare,  imparare a gestire lo stress, ci aiuta a combattere tassi  elevati di Trigliceridi.

Spesso i trigliceridi si associano ad altri fattori di rischio  come il Diabete,  l’Ipertenzione e l’Obesità causa di malattie cardiovascolari.

Cosa sono i Trigliceridi
Costituiscono la maggior parte del materiale lipidico (grassi) che ingeriamo con gli alimenti
Essi svolgono nel nostro organismo essenzialmente la funzione di riserva energetica: le calorie in eccesso, quindi, vengono trasformate in queste sostanze, per poter essere immagazzinate con facilità. Il loro aumento dipende nella maggior parte dei casi da una scorretta alimentazione.

Come tenerli sotto controllo
Riducendo  l’assunzione di tutti i cibi,  equilibrando  l’apporto calorico tra i vari nutrienti, aumentando il dispendio energetico, e migliorando il peso corporeo, si otterrà la riduzione dei trigliceridi. Se ciò non bastasse il Curante interverrà con terapia farmacologia.

Quali alimenti prediligere
Gli zuccheri complessi a lenta digeribilità, come la pasta preparata e cotta “all’italiana”, vengono assorbiti più lentamente dall’intestino rispetto agli zuccheri semplici, o anche rispetto agli zuccheri complessi a più rapida digeribilità, come quelli contenuti per esempio nel pane e nelle patate.
Di conseguenza, essi entrando meno velocemente nel sangue, stimolano una minore produzione di trigliceridi da parte del fegato. Anche il fruttosio, lo zucchero presente nella frutta, soprattutto in quella autunnale (cachi, fichi, uva) ed esotica (banane, mango, ananas,ecc.) rappresenta un potente stimolo alla produzione di trigliceridi. Si consiglia pertanto di preferire il più possibile cereali e derivati non raffinati (integrali), di limitare la frutta (in particolare quella più zuccherina) a 2-3 frutti al giorno (300-400g) e di ridurre il più possibile, o meglio evitare, lo zucchero e le bevande dolci.

 
La verdura è ricca di fibra alimentare, che svolge una efficace azione di controllo dell’assorbimento intestinale dei grassi. La fibra contenuta nei legumi (che sono tra l’altro ricchi di zuccheri a lenta digeribilità) è particolarmente interessante, da questo punto di vista.
Inoltre la fibra vegetale è scarsamente sensibile alla cottura: l’effetto descritto, pertanto, si mantiene anche nella verdura cotta.

Quali Grassi preferire?
Gli oli vegetali, ricchi di grassi insaturi.
I grassi saturi, caratteristici dei cibi di origine animale, ma largamente presenti anche in grassi vegetali come l’olio di palma e di cocco, come nelle margarine e negli alimenti che li contengono, tendono a stimolare la produzione di colesterolo e di trigliceridi da parte del fegato, mentre i grassi insaturi,di cui sono ricchi gli oli vegetali, come l’olio di mais, svolgono un effetto opposto.

RIDURRE SENSIBILMENTE O ELIMINARE L’ALCOL
L’alcol in tutte le sue forme (vini, liquori, birra) stimola in molti soggetti un’intensa produzione di trigliceridi da parte del fegato. In presenza di ipertrigliceridemia, pertanto, è necessario un controllo
o meglio  l’abolizione di questa sostanza.
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AUMENTARE IL CONSUMO DI PESCE
I grassi di alcuni pesci (anguilla, tonno fresco, salmone fresco, sarde, sardine, sgombro, aringhe) sono caratterizzati da tre interessanti proprietà: sono efficaci nell’abbassare il tasso dei trigliceridi
nel sangue, svolgono un’azione antitrombotica (simile entro certi limiti a quella, ben nota, posseduta dall’aspirina) e sono inoltre dei buoni antiaritmici.
Consumare pesce almeno 2 o 3 volte a settimana (o almeno un apporto adeguato di acidi grassi omega-3 da alimenti integrati o arricchiti) dovrebbero entrare stabilmente nell’alimentazione.

FARE ATTIVITÀ FISICA
Aumentare la propria attività fisica contribuisce in vari modi a normalizzare il tasso dei trigliceridi. Può aiutare a controllare il peso corporeo, un elemento, come si ricordava, di riconosciuta importanza da questo punto di vista, ed aiuta inoltre i muscoli a “bruciare” meglio i trigliceridi stessi per produrre
l’energia necessaria per il movimento.
Praticare un’adeguata attività fisica, tra l’altro, è un elemento essenziale di ogni ricetta per il benessere e la salute.

Consigli
Un elevato tasso di trigliceridi nel sangue può essere la conseguenza di malattie a carico del rene (la sindrome nefrosica, per esempio), del diabete mellito, o dell’uso di certi farmaci. Il curante, talvolta con l’aiuto di alcuni esami appropriati, potrà chiarire la causa della ipertrigliceridemia ed attivare,
a questo punto, un intervento terapeutico mirato.
Il curante potrà decidere, in certe situazioni, la prescrizione di  farmaci specifici per ridurre il tasso dei  trigliceridi nel sangue. Questi farmaci vanno assunti con continuità, come i farmaci per il diabete o la pressione o il colesterolo.
Se i farmaci procurano disturbi (cosa che accade peraltro raramente), non sospendete il trattamento, ma
consultatevi con il vostro medico. Per misurare correttamente il tasso dei trigliceridi, e vedere se esso si è modificato dopo una dieta adeguata o grazie all’effetto di un farmaco, è necessario essere a digiuno, al momento del prelievo, da almeno 12 ore, ed aver consumato, la sera precedente, un pasto leggero.

a cura di Gabriella Violi Dietista