Etichette alimentari: impariamo a leggerle per scegliere meglio
Quante volte al supermercato scegliamo un prodotto solo perché ci piace la confezione o perché dice “light”, “senza zuccheri” o “naturale”? La verità è che la salute si sceglie leggendo le etichette.
Imparare a leggerle non è difficile e può fare davvero la differenza. Una scelta più consapevole oggi significa prevenzione domani: di sovrappeso, diabete di tipo 2, ipertensione, malattie cardiovascolari e sindrome metabolica.
1. Perché le etichette funzionano davvero
Non lo dico solo io. Moltissimi studi pubblicati do recente, lo confermano:
Le etichette a semaforo (quelle con i colori verde, giallo, rosso) aiutano le persone a comprare cibi con meno calorie, meno sale e meno grassi saturi. Quelle con le avvertenze, invece, ci aiutano a lasciare sullo scaffale i prodotti meno salutari.
In breve: l’etichetta è uno strumento di prevenzione gratuito che abbiamo già in mano.
2. Il mio consiglio per chi conta i carboidrati
Per chi convive con il diabete di tipo 1 o con il diabete di tipo 2 in terapia insulinica e fa la conta dei carboidrati (conta-CHO), l’etichetta è fondamentale.
Cosa dovete guardare? La voce Carboidrati – di cui zuccherioppure CHO / Glucidi*.
L’errore più comune che vedo in ambulatorio è questo: si guardano i valori per 100g, ma poi si mangia una porzione diversa.
Regola d’oro: *contate sempre i carboidrati sulla porzione che mangiate davvero o sul singolo pezzo (un cracker, un biscotto), non sui 100g teorici. Sbagliare questo passaggio vuol dire sbagliare il calcolo dell’insulina.
3. Come si legge un’etichetta in 60 secondi: la mia checklist
Vi lascio i 5 punti che spiego sempre ai miei pazienti:
A) Lista ingredienti: è in ordine di quantità. Il primo ingrediente è quello più presente. Se in una crema spalmabile il primo ingrediente è zucchero, state comprando soprattutto zucchero, non nocciole. Tra due biscotti simili, scegliete quello che mette l’olio extravergine d’oliva prima della margarina.
Trucco: lo zucchero si nasconde con tanti nomi: saccarosio, sciroppo di glucosio, destrosio, fruttosio, maltodestrine. Sommateli.
B) Tabella nutrizionale:* non guardate solo le calorie. Guardate i grassi saturi e soprattutto la riga “di cui zuccheri”. Esempio pratico: se leggete 40g di zuccheri su 100g di prodotto, quel prodotto è fatto per il 40% di zucchero puro.
C) Additivi: li trovate in fondo alla lista come E300, E330 ecc. o con il nome esteso (es. acido citrico). Sono approvati dall’UE, ma come regola generale: meno ce ne sono, più il prodotto è semplice e vicino al naturale.
D) Scadenza: sono due cose diverse.
“Da consumarsi ENTRO il…” = scadenza vera, non andrebbe mai superata.
“Da consumarsi PREFERIBILMENTE entro il…” = TMC (Termine Minimo di Conservazione). Dopo quella data può solo perdere fragranza, ma non è pericoloso.
E) Nome e slogan: lasciateli per ultimi. La pubblicità sta davanti, la verità sta negli ingredienti.
Fare la spesa con consapevolezza è il primo atto di cura verso noi stessi. Non serve essere perfetti, serve essere informati.
Dott.ssa Gabriella Violi
Dietista


