La vita delle persone con diabete è radicalmente migliorata
La vita delle Persone con diabete è radicalmente migliorata grazie a farmaci più efficaci (insuline settimanali, GLP-1, Tirzepatide) e tecnologie smart. Nel tipo 1, il monitoraggio continuo e le “smart pen” offrono libertà e sicurezza. Nel tipo 2, la gestione si sposta verso la riduzione del peso, la protezione cardiovascolare/renale e la possibilità di iniezioni settimanali, migliorando l’aderenza alla terapia.
L’insulina con somministrazione settimanale invece che giornaliera ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nella cura del diabete. Per i pazienti in trattamento con la nuova molecola Icodec le iniezioni passano da 365 l’anno a 52.
In Italia il nuovo farmaco è stato approvato il 10 giugno scorso dall’Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) e il nostro Paese è stato il primo in Europa a rendere disponibile e rimborsabile la terapia. Un’opportunità, questa, che riguarda attualmente circa un milione 300 mila persone, principalmente con diabete di tipo 2, e che comporta un miglioramento della qualità della vita, una potenziale maggiore aderenza terapeutica e anche un beneficio in termini di ridotto impatto ambientale.
Nei pazienti con diabete di tipo 2 l’associazione tra agonisti del recettore GLP-1 e abitudini di vita salutari è legata a una marcata riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori, con effetti complementari e non sostitutivi, come evidenziato da un’ampia analisi di coorte pubblicata sulla rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology.
Nel tipo 1, il monitoraggio continuo e le “smart pen” offrono libertà e sicurezza.
Principali novità e impatti:
* Diabete Tipo 1 (T1D):
* Monitoraggio in continuo (CGM): Elimina la necessità di punture costanti sul dito.
* Microinfusori e Smart Pen:Consentono un rilascio di insulina più fisiologico, riducendo il rischio di ipoglicemie.
* Teplizumab: Primo farmaco approvato in Europa in grado di rallentare la progressione della malattia prima dell’esordio clinico.
* Le recenti linee guida raccomandano il monitoraggio continuo del glucosio per tutti i pazienti con diabete di tipo 1 e suggeriscono la terapia con microinfusore a sistema ad ansa chiusa, indipendentemente dal compenso glicemico, per i benefici su emoglobina glicata, riduzione delle ipoglicemie severe e qualità della vita
* Nel 2026, la lotta al diabete di tipo 1 vive una svolta storica grazie all’approvazione di terapie immunologiche (come il Teplizumab, approvato in UE) in grado di ritardare l’esordio clinico nei soggetti a rischio. Le nuove linee guida ADA 2026 enfatizzano lo screening precoce e l’uso di tecnologie avanzate, mentre la ricerca prosegue su cellule staminali e pancreas bio-artificiali.
* Farmaci immunomodulatori (Teplizumab): Questo anticorpo monoclonale, approvato in UE all’inizio del 2026, agisce sulle cellule T per rallentare la distruzione delle beta-cellule. Può ritardare di oltre due anni la comparsa della malattia conclamata (stadio 3) in soggetti ad alto rischio (stadio 2).
Dott.ssa Luigia Milano Infermiera di Diabetologia presso Unità Operativa Semplice ASP Catanzaro


