6° SOGGIORNO EDUCATIVO: MARSALA

Ho ricordato le parole di Seneca (5 a.C.-65 d.C.) sulla via del ritorno dal mare: “gli uomini sentono di più con gli occhi che con le orecchie”. Ciò per significare che l’esempio fa da traino.

La mattina del venerdì, dalle ore 7 alle ore 9, è stata magica; nell’aria frizzante camminavamo tra filari di uva dolcissima, scavalcavamo la ferrovia dopo aver salutato il macchinista che ci rispondeva con il fischio della locomotiva, ci salutava il sole che sorgeva e ci mandava i suoi raggi già teporosi, ci guardavano con curiosità gli agricoltori e gli automobilisti e sentivano noi con gli occhi ma non potevano sentire e vedere chi aleggiava su di noi danzante con le sue oscillazioni dolci, controllate, benevole, non tumultuose né fastidiose: il diabete.
Anche durante la settimana avevamo ascoltato con gli occhi la composizione degli alimenti con le “carte da indovina” di Gabriella e Mariantonella e anche ascoltato con gli occhi il conteggio dei carboidrati e… i siti di iniezione sottocutanea dell’insulina.
Come una quinta naturale di un teatro greco si elevava il paesaggio della Sicilia che parlava ai nostri occhi; e così, come mi capita spesso quando sono con voi, mi tornavano alla mente i tempi del liceo e una bellissima poesia di Goethe (1749-1832), Mignon, ispirata dal suo viaggio in Italia e in Sicilia: “Kennst du das Land wo di Zitronen blueh’n?” (Conosci il paese dove fioriscono i limoni?)
Mignon viveva in Sicilia ed era stata rapita da zingari e portata nei paesi del Nord Europa; un giorno Wilhem Meister conobbe Mignon e la sua storia personale e la volle liberare e tenere sotto la sua protezione, ma Mignon dopo breve tempo morì; Goethe immagina che Mignon possa rivolgersi al suo amato, al suo protettore, al suo padre per ricordargli le immagini della Sicilia rimaste impresse nella sua mente fanciullesca.
Come se Denise Pipitone si rivolgesse a noi che, se potessimo, la prenderemmo sotto la nostra protezione e ci dicesse: “Conosci il paese dove viene custodito il Satiro Danzante e l’isola dove è conservato il Giovinetto di Mozia?”.
Faremmo fatica per l’emozione a trattenere le lacrime…

Eros Barantani