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Diabete di tipo 2: definizione, fattori di rischio, diagnosi

 Che cos’è il diabete di tipo 2? Quali sono i fattori che maggiormente predispongono all’insorgenza della malattia? Quali le cause?

Il diabete di tipo 2 è una malattia caratterizzata dalla presenza di valori elevati di glucosio nel sangue, a causa di un difetto nell’attività dell’insulina. L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio di penetrare nelle cellule, essere immagazzinato come materiale di riserva ed essere poi utilizzato quale fonte di energia.

Quando questo meccanismo si altera, il glucosio si accumula nel sangue determinando un aumento eccessivo della glicemia, cioè della quantità di glucosio nel sangue. L’iperglicemia, quando non è curata o non adeguatamente controllata, determina danni a carico di diversi organi, soprattutto sistema cardiovascolare, reni e occhi.

Cause e fattori di rischio del diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 si manifesta solitamente dopo i 30-40 anni e la sua incidenza aumenta con l’aumentare dell’età. Le cause sono in parte genetiche, in parte determinate da fattori ambientali e stile di vita. Circa il 40% delle persone con diabete di tipo 2 ha parenti di primo grado affetti dalla stessa patologia.

I soggetti predisposti devono porre particolare attenzione nel limitare tutti quei fattori ambientali e comportamentali che favoriscono l’insorgenza della malattia e cioè:

  • Stile di vita sedentario;
  • Ipertensione arteriosa;
  • Sovrappeso e obesità, soprattutto quella centrale, cioè localizzata nella zona dell’addome;
  • Intolleranza al glucosio;
  • Colesterolo alto e/o trigliceridi alti;
  • Essere una donna che ha sviluppato diabete gestazionale e/o partorito un figlio di peso superiore a 4 chili;
  • Alimentazione troppo ricca di carboidrati raffinati.

Sintomi del diabete di tipo 2

Il diabete mellito si manifesta in maniera piuttosto subdola perché, all’esordio, può essere completamente asintomatico. Il paziente si sente bene e non nota niente di strano nelle proprie condizioni di salute.

Ecco perché capita spesso che la malattia venga diagnosticata solo in un secondo momento, quando ha già comportato complicanze a livello degli organi, e che sia quindi scoperta per accertamenti fatti proprio per i sintomi delle complicazioni, per esempio per un calo rilevante della vista o un evento acuto come un infarto.

Diagnosi di diabete di tipo 2

Il diabete si può diagnosticare con un semplice esame del sangue: per parlare di franco diabete è sufficiente che il valore della glicemia a digiuno risulti pari o superiore a 126 mg/dl per due volte consecutive, su test eseguiti in laboratorio. La diagnosi, quindi, non si fa con gli apparecchi ad uso domiciliare che, al massimo, possono fornire l’indicazione ad approfondire.

Talvolta la glicemia a digiuno, pur risultando elevata, non presenta valori tali da poter diagnosticare un franco diabete di tipo 2. In tal caso si esegue un esame particolare detto curva glicemica da carico o curva da carico di glucosio, che consiste nel misurare la glicemia prima e dopo un determinato periodo dall’assunzione di un carico di glucosio; solitamente due ore. In base a come reagisce l’organismo a tale carico di glucosio, cioè in base all’aumento di glicemia che si verifica, il medico può diagnosticare un diabete o un’intolleranza al glucosio, cioè una sorta di pre-diabete, una situazione che non è ancora la malattia, ma indica una forte predisposizione a svilupparla in futuro.

Curva glicemica: test di tolleranza a carico orale di glucosio

 

Curva glicemica OGTT

Utilità della curva glicemica nella diagnosi di diabete mellito

Il test di tolleranza a carico orale di glucosio (OGTT Oral Glucose Tolerance Test) viene utilizzato per porre diagnosi di diabete mellito in presenza di valori glicemici dubbi a digiuno. Ricordiamo, a tal proposito, che l’ADA (American Diabetes Association) ha stabilito il valore di 126 mg/dl come soglia limite oltre la quale (a digiuno) si definisce il diabete; quando i valori glicemici si attestano tra i 100 (American Diabetes Association) – 110 (Organizzazione mondiale della sanità) ed i 126 mg/dl si parla invece di alterata glicemia a digiuno.

 

Come si effettua l’esame e preparazione

Come anticipato, un test molto utile per definire la diagnosi di diabete in presenza di dati equivoci è il cosiddetto test da carico orale di glucosio. Questo esame si basa sulla somministrazione per bocca di una quantità fissa di glucosio in soluzione acquosa, a cui seguono alcuni piccoli prelievi ematici ad intervalli di tempo prestabiliti. Tali campioni sono necessari per la determinazione della curva glicemica (andamento della concentrazione di glucosio nel sangue) ed eventualmente per il dosaggio di altri parametri ematici (insulina ed altri ormoni, come l’hGH, la cui secrezione è influenzata dai livelli glicemici).

Il test di tolleranza a carico orale di glucosio dev’essere eseguito rispettando alcuni criteri:

somministrazione di 75 grammi di glucosio in 250-300 mL di acqua, entro un arco di tempo che va dai 30 secondi ai 5 minuti (nel bambino, o nel paziente di peso inferiore ai 43 kg, la dose di glucosio sarà pari a 1,75 g per Kg di peso);

prelievi ematici prima e due ore dopo l’assunzione, oppure prima e dopo 30′, 60′, 90′ e 120′;

nei tre giorni che precedono l’esame il paziente deve assumere almeno 150 grammi di carboidrati al giorno e sospendere l’assunzione di farmaci che possono intervenire con il metabolismo glucidico;
al momento dell’esame, che viene generalmente eseguito al mattino, il paziente dev’essere a digiuno da 8-14 ore (l’acqua è consentita, ma non gli alcolici o le bevande zuccherate); non si procede se il valore di glicemia a digiuno è > 126 mg/dl.

 

 

Interferenze, valori normali e interpretazione dei risultati

Possono interferire con i risultati del test la presenza di malattie quali ipertiroidismo, ipercorticosurrenalismo, acromegalia, sindrome da malassorbimento e gastroenteropatie. Anche la gravidanza può alterare la curva glicemica, tant’è vero che lo stesso esame, con protocolli simili, viene utilizzato per la valutazione di diabete gestazionale.

Curva glicemica OGTT

criteri interpretativi della curva glicemica sono riportati nella seguente tabella:

 

Livelli glicemici Normale Alterata glicemia a

digiuno (IFG)

Alterata tolleranza
al glucosio
(IGT)
Diabete mellito

(DM)

Plasma venoso Digiuno 120′ Digiuno 120′ Digiuno 120′ Digiuno 120′
(mg/dl) <110 <140 > 110 – <126 <140 <126 >140 < 200 >126 >200
(mmol/l) <6.1 <7.8 > 6.1 – <7.0 <7.8 <7.0 >7.8 >7.0 >11.1

 Curva glicemica OGTT

1999 WHO Diabetes criteria – Interpretation of Oral Glucose Tolerance Test

 NOTE: il riscontro di glicemia superiore a 200 mg/dL dopo due ore da carico di glucosio indica (se confermato una seconda volta) la presenza di diabete mellito anche se la glicemia a digiuno è inferiore a 126 mg/dL.

L’alterata tolleranza al glucosio è una condizione da monitorare costantemente, sia per la possibile evoluzione a diabete mellito, sia per il maggior rischio cardiovascolare rispetto alle persone normoglicemiche. Discorso analogo in presenza di alterata glicemia a digiuno, condizione di per sé meno preoccupante rispetto alla precedente.

Tratto da Viversano

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